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Table Mountain and Stellenbosh

Lunedì mattina grazie al santo jet lag ci siamo alzati dopo le nove e ad attenderci c’era una super colazioni con rusks (biscotti secchi) e rooibos (thè). Quando finalmente siamo stati tutti pronti, con anche il pranzo nello zaino, siamo partite verso la nostra prima meta: la Table Mountain. La Table Mountain è una montagna, praticamente al centro di Cape Town, caratterizzata dalla cima completamente piatta. Per salire in cime abbiamo preso la cable car (la funivia) con i bambini particolarmente felici ed eccitati. Arrivati in cime ci siamo fermati a mangiare i nostri sandwich e poi abbiamo scelto un percorso per vedere tutti i migliori punti panoramici. Abbiamo incontrato i dassie, animali che sembrano marmotte simili a ponge ma in realtà sono lontani parenti degli elefanti. Diciamo che a me facevano abbastanza schifo ma a quanto pare ai quattrenni-quasi-cinquenni piacciono molto. Una volta scesi ci siamo concessi una cioccolata calda al Lindt chocolate studio dove sono entrata con gli occhi a cuoricino e che rappresenta la mia idea di paradiso.   Martedì siamo stati a Stellenbosch, una città a 30 km da Cape Town famosa per i vini e per l’università. M. i primi anni dell’università li ha frequentati qui e un pezzo del suo cuore ci è rimasto. Dopo averla vista riesco a capire anche il perchè! Siamo stati a pranzo con alcuni suoi ex compagni e credo di non aver mai mangiato così tanto in vita mia e credo di non aver mai visto neanche i miei figli mangiare così tanto senza protestare. Nel tornare verso casa ci siamo fermati a vedere le verdissime vigne e le case immerse in queste vigne che sono un vero spettacolo.

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Welcome to Cape Town

Sabato pomeriggio siamo partiti per le nostre super-vacanze parte I.

Dopo 19 ore di viaggio effettive e 1 di ritardo, siamo arrivati a Cape Town in Sud Africa.

Era la prima volta che affrontavamo un viaggio così lungo con tutti e quattro ma tutto sommato è andata bene (a parte qualche litigata sul film da vedere, su dove sedersi, su cosa leggere e so on).

A prenderci all’aeroporto c’erano “Ma” Halima e “Pa” Oji, la famiglia con cui M. ha vissuto quando giocava a rugby qui in South Africa e che adesso ci ospita per la nostra vacanza.

Abitano in una bellissima villetta bianca e rosa nel quartiere di Tamboerskloof. E’ un quartiere meraviglioso, pieno di fiori e di verde con una vista pazzesca, infatti si trova ai piedi del Signal Hill e con alle spalle la Table Mountain che si intravede tra le case. Non so perchè, ma mi ricorda vagamente la Sicilia, forse per queste stradine tutte in discesa…

Come prima impressione Cape Town mi ha letteralmente conquistato, l’adoro, e soprattutto inizio a capire perchè per M. era così importante tornarci.

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Film della settimana: Across the universe

Qualche sera fa io e M. abbiamo guardato “Across the universe”, come ho fatto a non vederlo prima??

L’ho letteralmente adorato! E’ ambientato negli anni ’60 in America e affronta tematiche diverse come la guerra in Vietnam, la paura dei soldati e i tentativi di non arruolarsi, i movimenti pacifisti, l’amore tra i due protagonisti Jude e Lucy, l’amicizia e i riferimenti al mondo della musica. Vengono citati i Beatles anche se rivisitati dai protagonisti e Bono (amore!!) è uno dei personaggi secondari.

E poi la colonna sonora, ah la colonna sonora sono due giorni che canto questa:

http://www.youtube.com/watch?v=n79B3FHi0Fs&hd=1

e questa è stata eletta mia personale colonna sonora:

http://www.youtube.com/watch?v=ZLcC0os5ZR0&hd=1

Consiglio assolutamente la visione!

Voto: 9

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Weekend e friends

I weekend ideali nel mio immaginario restano quelli a pelle d’orso sul divano a guardare film o a leggere.

Poi mi sono ritrovata con 4 figli e i weekend in casa sono stati aboliti.

Sabato siamo andati in una fattoria poco lontano a raccogliere le fragole. Con noi c’erano i nostri vicini di casa, sia gli americani che gli olandesi. Come al solito eravamo in tanti: 6 adulti e 12 bambini. Abbiamo portato i sandwich da mangiare a pranzo e siamo stati fuori tutto il giorno. E’ stata una bella giornata.

Quando sono arrivata qui nel 2010 all’inizio è stata dura. Non conoscevo nessuno, non avevo nessuno con cui parlare. Poi ci siamo spostati a vivere più sulla costa e ho conosciuto queste famiglie fantastiche. Abbiamo i bambini tutti della stessa età, ci capiamo, a parte una famiglia che è americana le altre due vengono dall’Europa, abbiamo le stesse esigenze.

Gli ultimi quattro mesi gli abbiamo passati in un’altra città per motivi di lavoro di M. e mi sembrava di essere in clausura. Adesso che siamo di nuovo a casa, aprire la porta e trovare qualcuno con cui parlare e anche per i bambini finalmente hanno sempre qualcuno con cui giocare, mi sembra di essere in un’altra vita.

Sono molto, ma molto più serena.

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Au pair

A settembre dell’anno scorso è venuta a vivere con noi C. per aiutarci con i bambini. Diciannovenne, francese, castana, occhi verdi, piena di lentiggini si è presentata con i codini, una salopette di jeans, scarpe di tela bianche e una valigia più grandi di lei.

Ci ha preparato torte e biscotti, ha costruito collane e braccialetti di perline, ha giocato a palla quasi tutti i pomeriggi, ha costruito il teatro delle marionette e menù per giocare al ristorante, ha letto un sacco di libri, ha insegnato canzoni in francese, è andata in giro di qua e di là per gli US tutti i weekend a trovare amici e parenti, mi ha dato corda nei momenti di shopping sfrenato, siamo diventate amiche mentre abbiamo abitato nella città della Tristezza quando non conoscevamo nessuno.

Quando io, G. ed E. siamo venute in Italia lei è rimasta a casa con i gemelli e M. Era preoccupatissima di non essere capace di stare da sola tutto il giorno con i bambini. In realtà è stata bravissima e i gemelli si sono divertiti tantissimo! L’altro giorno, noi siamo andati a un concerto e tutti e quattro sono rimasti a casa con lei. Ieri mi ha confessato che non è riuscita a dormire due giorni per l’agitazione.

Ieri sera abbiamo cenato tutti insieme per l’ultima volta. Le ho preparato tutte le foto di lei e i bambini in questi 9 mesi e si è commossa e mi sono commossa anch’io. Ha letto come al solito la favola della buona notte ai bambini e quando gli ha saluti per metterli a letto G. ha voluto che dormisse con lei. Alla fine hanno dormito insieme lei L., e G. tutte in un letto pur di non lasciarla andare.

C. ci mancherai tanto!!

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Esauriemento

Mio marito è quello che lavoro 9 ore al giorno (quando va bene) torna a casa e fa la torta al cioccolato. E’ quello che ogni weekend organizza qualcosa di diverso. E’ quello che la domenica mattina prepara la colazione e porta i bambini al parco o dove capita. Ma è anche quello dei colpi di testa: se ha lui viene in mente una cosa la deve fare, qualunque siano le conseguenze.

Sono due anni che lavora per uno studio molto prestigioso quanto competitivo. Ha viaggiato tantissimo e fatturato tantissime ore. Poi, un paio di settimane fa, ha deciso che lui, a settembre, non voleva mica star via da casa due settimane di fila. Subito ho pensato “grazie a Dio” perchè se no diventavo matta. Non fosse che o fai quello che dice lo studio molto prestigioso o “ciao, è stato bello, ma non abbiamo più bisogno di te”. Quindi in sintesi è rimasto senza lavoro.

Fortuna vuole che ha trovato un altro lavoro (che sarà anche vicino a casa ma lo vedremo meno di prima, ormai ho perso le speranze) ma inizierà da settembre, per non si sa quale oscuro motivo.

Quindi secondo voi, poteva stare 3 mesi in Italia, in vacanza, senza nulla da fare? Ovviamente no! E quindi qual è stata la sua grande idea? Ma facciamo un super viaggio, of course! Stiamo via giusto tre mesi, giriamo un pò tutti i continenti, passiamo dall’estate all’inverno come se niente fosse e a me nel frattempo viene un esaurimento nervoso!

Per ora le mie proteste sono servite a poco, anzi no, a niente. Mi sto rassegnando a passare un estate in aereo.

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A volte ritornano

Avevo un blog tempo fa, prima che nascessero i gemelli, i miei primogeniti.  Avevo un blog anche quando ero incinta dell’ultima arrivata, la quarta figlia. Ma non mi ci trovavo, non mi sentivo a casa.

Eppure è da un pò che è tornata la voglia di scrivere per tenere memoria di noi.

Noi siamo in sei. Viviamo negli Stati Uniti in una grande casa bianca sull’Oceano in un posto che viene chiamo Elm city per tutti gli olmi (appunto elm, in inglese) che ci sono.

Io sono cresciuta in una famiglia molto numerosa e molto pazza e non potevo che  desiderare una famiglia altrettanto numerosa e altrettanto pazza. Negli ultimi 5 anni anni la mia vita è cambiata più volte, con nascite, traslochi, perdite e sconvolgimenti continui. Tutte queste cose mi hanno cambiata, nel bene e nel male, ma soprattutto mi hanno aiutata ad avere maggiore consapevolezza di me stessa, dei miei limiti e della mia forza.

M. è mio marito da circa un anno e padre dell’ultima arrivata. Lui è quello che non può stare senza niente da fare, ha energia da vendere e spesso faccio fatica a stargli dietro in tutte le sue idee da matto. In tutto quello che fa lui ci mette passione e amore. E’ uno scoperta continua.

N. ha quasi 5 anni. E’ lo sportivo di casa. Lui deve correre, giocare, sfogarsi. E’ un chiacchierone, attacca bottone con chiunque e deve far ridere tutti quelli che gli stanno attorno. Ama gli hamburger, i supereroi, i cavalli, gli aerei, è indeciso se vuole diventare un rubgista professionista o un baseball player professionista intanto resta un gran fan degli Yankees e degli New York Raiders.

L. anche lei ha quasi 5 anni. E’ l’esatto opposto del fratello gemello. E’ tranquilla, riflessiva, taciturna. Ama la pasta, il mare, le conchiglie, le bambole e i libri. Adora andare a danza ma non vuole diventare una ballerina, vuole fare il dottore come il nonno.

G. ha 3 anni. Di lei dico sempre che non si sa di chi sia figlia: mangerebbe solo frutta (che io odio) e adora colorare (che io odio). L’unica cosa che ha preso da me è l’amore per le borse, sì ha tre anni ha già le sue e solo sue borse. Adora il suo daddy, è vanitosa ed è la più chiacchierona della famiglia.

E. è l’ultima arriva, ha 9 mesi. Da sua padre ha preso gli occhi azzurri e una forza di volontà incredibile: sta già cercando di camminare, per dire. Mangia come un cucciolo di hippo (come gentilmente dicono i suoi fratelli) ma non dorme altrettanto pur troppo!